Chi siamo

Introduzione

-Assisi- nel 1702 per opera del p. Giuseppe Antonio Marcheselli, frate minore conventuale, e di suor Angela Maria del Giglio, terziaria francescana, appartenente al Terz’Ordine della Basilica di S. Francesco in Assisi, si diede inizio a una comunità di terziarie che cercando e volendo unicamente Dio vivessero:

– in penitenza, osservando la Regola del Terz’Ordine di S. Francesco come via per tendere alla santità;

– in fraternità e povertà per amore di Cristo fattosi povero per noi e sull’esempio della Chiesa nascente;

– nell’orazione continua, mantenendo i cuori vivi templi dello Spirito Santo;

– nell’esercizio delle opere di misericordia con particolare impegno per: l’istruzione e la formazione cristiana delle giovani e di chi ne avesse bisogno, l’ospitalità, l’aiuto alle famiglie povere, anche nella condivisione dei beni comunitari, la visita e il servizio agli infermi nelle loro case, la preghiera e la penitenza per la conversione dei peccatori.

Per 200 anni la nostra famiglia religiosa è stata presente solo nella città di Assisi, superando con audacia ed inventiva le due soppressioni: napoleonica nel 1810 e italiana nel 1860. Dal 1902 l’Istituto comincia a diffondersi in varie parti del mondo:
Grecia, Turchia, Romania, Albania e in diverse regioni d’Italia.

Ispirati dallo Spirito Santo, i Fondatori diedero inizio ad una comunità di terziarie francescane “in maggior numero adunate” per vivere alla perfezione la Regola del Terz’Ordine di S. Francesco d’Assisi, concretizzandola nelle opere di misericordia, in modo particolare nell’educazione alle donne, attraverso l’istituzione di una scuola nell’Assisi del‘700.

In un’epoca di grande crisi del Terz’Ordine Francescano e, più in generale, della Vita Religiosa, il Marcheselli propone alle sue figlie l’altissimo ideale che sta al cuore della vita cristiana: la santità – espressa dal Fondatore anche con il termine evangelico di perfezione – cioè la partecipazione alla Vita di Dio, l’unione con Lui, la conformazione a Lui nell’Amore: “L’unico motivo per cui mi induco a questa nuova piccola fatica è il desiderio di vedervi sante” (dagli Scritti del Fondatore).

Il programma di vita offerto dal Marcheselli alle terziarie della sua Piccola Adunanza è quello di disporre il proprio cuore all’azione di Dio, perché sia Lui a far loro il dono della piena conformazione a Sé, dell’unione con Lui, della santità.

E’ il cammino penitenziale percorso da San Francesco e da tutti i santi, cammino di gioia perché teso verso la Fonte della Gioia, cammino attraverso il quale possiamo spogliarci di noi stesse, liberarci di tutto ciò che non è Dio, per fare spazio a Dio solo e alla Sua azione in noi, per la salvezza del mondo.

Il Marcheselli tratteggia le tappe di questo cammino, caratterizzato dall’azione sinergica di Dio e dell’uomo, e gli strumenti di cui disponiamo per avanzare in questo percorso: l’umiltà di riconoscere il nostro peccato;  l’osservanza dei comandamenti; l’ascolto della Parola di Dio; i sacramenti; il mantenerci in uno stato costante di raccoglimento, attraverso la preghiera incessante e guardandoci da tutto ciò che è vano; la purificazione del cuore, attraverso la vigilanza, la lotta alle passioni, il digiuno; il lavoro; le opere di misericordia, come espressione del comandamento dell’amore, a cominciare dalla carità tra le sorelle come via per tendere alla santità comunitaria.

Si tratta di un itinerario caratterizzato da una straordinaria unità: la preghiera, il lavoro, le relazioni fraterne, le opere di misericordia sono tanti momenti di un unico cammino penitenziale, unificato dall’azione di Dio in noi e dal nostro disporci alla Sua grazia.

Quell’Amore in qualche modo intravisto e sperimentato come l’unico Sommo Bene attira a Sé tutta la nostra esistenza e la mette in moto, ci spinge a fare la nostra parte, perché il Signore, ci trasformi lentamente in Sé, fino a rendere possibile quell’unione con Lui che è lo scopo della nostra vita, come quello della vita di ogni uomo, di cui siamo chiamate ad essere sorelle.

Fondatori

PADRE GIUSEPPE ANTONIO MARCHESELLI

Nato il 21 febbraio 1676 a Casalmaggiore (Cremona). Giovane particolarmente riflessivo, avverte con chiarezza che il Signore lo chiama a una vita di contemplazione e di missione.
Nel 1691 veste l’abito dei Frati Minori Conventuali presso il convento di S. Francesco a Bologna. Studia a Ravenna dove è ordinato sacerdote nel 1699, all’età di 23 anni. Completa gli studi ad Assisi, ed è assegnato alla comunità del Sacro Convento. In poco tempo, nonostante la giovane età, diventa un predicatore apprezzato ovunque, tanto che di lui si dice che abbia il dono di saper parlare direttamente al cuore e all’anima di tutti.
Uomo umile e dotto, di continua orazione, di profonda pietà eucaristica e devotissimo alla Vergine Maria, si distingue per la parola illuminata ed efficace: nella predicazione, al confessionale, nella direzione spirituale, nel conforto agli infermi.
E’ autore di numerose opere di carattere ascetico – spirituale e storico.
Per la nascente Congregazione scrive le “Istruzioni” oggi potremmo dire delle Costituzioni per spiegare la Regola di Niccolò IV a terziarie che vivono in comunità e la assiste fino alla sua morte, avvenuta in Assisi il 16 maggio 1742.
Viene sepolto nella Cappella di S. Sebastiano nella Basilica Inferiore di S. Francesco.

SUOR ANGELA MARIA DEL GIGLIO

Nata a Vicenza il 7 febbraio 1658. La sua è una famiglia agiata e ben conosciuta nella città, dove il padre ha una farmacia. Un evento decisivo e doloroso insieme, è la morte della madre, a soli 33 anni, avvenuta il 15 aprile 1673.
Angela mostra, in questa situazione, alcuni tratti della sua personalità che l’accompagneranno fino alla morte: la determinazione e l’attenzione verso le situazioni di fragilità. All’età di 31 anni matura una scelta coraggiosa: partire da Vicenza, da sola, per andare a vivere in Assisi. Nel 1689 arriva nella città natale di S. Francesco attratta dal suo ideale e alla ricerca della volontà di Dio. Angela stessa non sa bene cosa fare, ma mossa dal desiderio di Dio, si stabilisce in Assisi presso delle nobildonne che si prendono cura delle fanciulle.
Il 6 ottobre 1697, con la professione di Terziaria, Angela entra a far parte del Terz’Ordine Francescano nella fraternità della Basilica di S. Francesco e dopo quattro anni emette il voto di castità, con cui mostra il suo ardente desiderio di consacrarsi a Dio nella spiritualità francescana.
Nell’Avvento del 1701 si incontra con il Marcheselli e sotto la sua guida spirituale, accoglie la proposta di dare inizio ad una fraternità di terziarie francescane viventi in comunità con la Regola di Niccolò IV, e dedite alle opere di misericordia, in modo particolare all’educazione delle donne. Guida ed anima per 34 anni le sorelle con amore e fermezza, con l’esempio di una vita di preghiera, di mortificazione, di carità e umiltà profonda. Animata da un grande spirito di iniziativa promuove opere sociali e caritative a beneficio della città.
Muore in Assisi il 2 novembre 1736, e viene tumulata nella Sepoltura delle Terziarie nella Basilica Inferiore di S. Francesco; oggi altare del Crocifisso.

Cenni storici

Nell’Avvento del 1701 Angela Maria del Giglio, terziaria, incontra ad Assisi il giovane padre Giuseppe Antonio Marcheselli, predicatore della Basilica di S. Francesco.

Un incontro provvidenziale tra due persone innamorate di Dio, attente alla voce dello Spirito. Sono due desideri che si incontrano: da una parte quello del Marcheselli di rivitalizzare il Terz’Ordine, che aveva perso la sua freschezza originale, dall’altra parte quello di Sr Angela di vivere la radicalità francescana nell’appartenenza totale a Dio.

Sr Angela accoglie la proposta del Marcheselli di iniziare una comunità di sorelle che vivano insieme il cammino di santità, e acquista  una casa in affitto in Via S. Giacomo, n. 5.

La Piccola Adunanza è conosciuta per la sua fama di santità, la prima comunità è considerata un luogo di anime elette poiché si vive una vita intensa ed austera. Lo stesso Marcheselli vuole che si accolgano persone che aspirino alla santità, preferendo che siano “poche, ma sante”.

I primi 200 anni di vita della “Piccola Adunanza” si svolgono in Assisi, dove le suore vivono con grande fede e determinazione la loro ricerca di Dio, attraverso un’intensa vita spirituale e si dedicano in modo particolare ad una delle opere di misericordia: l’educazione delle donne, occupandosi con ogni cura della scuola per ragazze istituita dalla Fondatrice.

Dopo la morte dei Fondatori, la storia di questo piccolo gregge è contrassegnata da una fragilità interna ed esterna che, però è sempre guidata dalla tenerezza di Dio:

  1. La vita della comunità è costellata da grandi prove: la soppressione napoleonica del 1810, a causa della quale le suore sono spogliate del loro abito e costrette a vivere in un’estrema povertà;
  2. la grave carestia del 1816-1818 quando le suore sono obbligate a mendicare per la città e per le campagne.

La Piccola Adunanza, così duramente provata, diviene un piccolo resto formato da 4 suore di cui due ottantenni. Nel 1860, inoltre, con la soppressione degli ordini religiosi, voluta dal governo italiano, le Terziarie devono affrontare un altro grave periodo di crisi. Per lo Stato, infatti, le religiose entrate dopo il 1860 non sono dichiarate tali, per cui pur essendo in tredici, vengono riconosciute solo tre e per questo costrette a lasciare la casa di fondazione nel 1887.

In tutte queste  situazioni di prova,  ciò che emerge è la fiducia di questo piccolo resto nella fedeltà di Dio, che non manca mai di provvedere. In queste difficoltà sono aiutate dalle suore di S. Sofia Barat e a loro volta aiutano la nascente Congregazione delle Suore Francescane di Gesù Bambino fondate dalla Madre Barbara Micarelli.

Nel 1902 la comunità si apre alle missioni prima in Turchia poi in Romania e nel 1950 in Brasile, Stati Uniti, Zambia, Giappone, e poi negli ultimi anni in altri paesi.

 

S.F.M.A. OGGI

In continuità con le origini, noi seguiamo Cristo e tendiamo a conformarci a lui facendo del Vangelo la nostra regola di vita.

Il nostro progetto è vivere la chiamata alla santità, cioè all’unione con Dio, perché sia Lui a trasformarci in Sé, attraverso la via della penitenza, cioè disponendo il nostro cuore alla Sua azione, mediante i mezzi della grande spiritualità cristiana, di cui si sono serviti tutti i santi:

  • l’umiltà di riconoscerci peccatori,
  • l’ascolto della Parola di Dio e l’osservanza dei comandamenti,
  • i sacramenti,
  • la preghiera,
  • la purificazione del cuore,
  • il lavoro,
  • le opere di misericordia, come espressione del comandamento dell’amore.

Questa è la nostra vita, la nostra identità, l’ideale a cui tendiamo in tutte le nostre comunità, in ogni parte del mondo. Questo è ciò che è essenziale, che ci contraddistingue come Suore Francescane Missionarie di Assisi, e che non può mutare nel tempo e nello spazio.

Ciò che muta nel tempo e nei diversi luoghi in cui ci troviamo, nell’ottica dell’incarnazione,  è la concretezza delle nostre presenze e dei nostri servizi,  che rimangono comunque legati alla storia, alla cultura, ai bisogni locali, alle possibilità che noi possiamo esprimere.

Viviamo in fraternità, nella letizia francescana, nella semplicità, nella povertà, nella fiducia reciproca, “poiché se una madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale”. (FF 91).

In un continuo cammino di conversione  dedichiamo tutta la nostra vita al servizio dei fratelli e delle sorelle partecipando alla missione evangelizzatrice e missionaria della Chiesa.

Pratichiamo le opere di misericordia che ci permettono di impegnarci più direttamente nel  servizio dei poveri, compiendo ogni nostro gesto nella minorità, semplicità e letizia francescana.

Nella nostra missione di annunciare e portare Cristo ai fratelli, scegliamo, in modo preferenziale, i luoghi più abbandonati, per essere vicine ai più poveri, indifesi ed emarginati, sull’esempio di Cristo che scelse di condividere la vita con gli esclusi del tempo, ma “grandi” davanti al cuore del Padre. Viviamo questo nell’accoglienza, nell’ospitalità, nell’aiuto e nel sostegno alle famiglie bisognose;  visitando i carcerati, nell’assistenza ai malati, ai disabili e agli anziani;  nell’educazione in favore dei bambini, nella pastorale giovanile;  nell’essere inserite tra la gente per condividerne le gioie e le fatiche; sostenendo la donna, soprattutto in quei posti in cui vive l’emarginazione sociale ed intellettuale.

Desideriamo vivere il nostro servizio in spirito di minorità, favorendo la solidarietà, la pace e la giustizia, per una promozione integrale della persona umana.

Di conseguenza  nasce in noi una profonda gratitudine per le meraviglie che Dio ha operato nei nostri Fondatori e per l’audacia e la fede delle tante sorelle del passato e del presente che hanno avuto il coraggio di fissare lo sguardo sull’Invisibile e da qui trarre la forza per andare avanti.

"L’allegrezza vera non è che in Dio, perché il cuore umano non può quietarsi che in Dio, non può saziarsi che in Dio. Il nostro cuore è nato solo per Iddio. Solo Dio è il suo centro. Solo Dio è la sua parte. Solo Dio è Dio del cuore. Altra dolcezza, altro contento, non vi è che in Dio.”

Padre Marcheselli- Fondatore

Santuario e Parrocchia di Rivotorto in Assisi

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